Lo scorso 17 e 18 maggio siamo stati a Ceriano Laghetto per un progetto che ci ha lasciato dentro qualcosa di profondo. Con Dreé al Cèrv, insieme a CLake Crew e alla Pro Loco, e con il patrocinio del Comune, abbiamo trasformato una parete lunga 30 metri in un racconto collettivo di natura, memoria e speranza.
Tutto è partito da un simbolo: il cervo dello stemma del paese. Lo abbiamo scelto come guida per un intervento che non fosse solo artistico, ma anche emotivo. Abbiamo voluto che quel muro tornasse a parlare, a vivere. E lo ha fatto, grazie al colore, alle mani che hanno lavorato, ma soprattutto alle persone che sono passate, si sono fermate, hanno chiesto, raccontato, sorriso.
In quei due giorni, il grigio ha lasciato spazio alla vita. Non solo sul muro, ma anche attorno. C’erano famiglie, bambini, ragazzi curiosi, anziani che ricordavano com’era quel luogo tanti anni fa. È diventato subito chiaro che non stavamo solo dipingendo: stavamo ricucendo un pezzo di paese, dando forma a un legame che esisteva già, ma che aveva bisogno di essere riacceso.
Abbiamo visto la potenza dell’arte urbana nel creare connessioni vere. E ancora una volta, ci siamo convinti che anche un muro dimenticato può diventare un ponte, se ci metti dentro ascolto, cura e visione.
Dreé al Cèrv per noi è stato questo: non solo un’opera, ma un’esperienza condivisa, un piccolo atto di rigenerazione che speriamo possa essere solo l’inizio. Grazie a chi ha reso possibile tutto questo, a chi ha creduto nel progetto, e soprattutto a Ceriano, che ci ha accolti con il cuore aperto.
Ci torneremo. Le strade parlano. E noi continueremo ad ascoltarle.

















